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Una grande istituzione come Regione Lombardia deve soprattutto essere vicino a chi ci prova, a chi si mette in gioco. In particolare ai giovani che rischiano di rimanere sommersi dalla crisi. Uno su due è precario a vita, uno su quattro è indigente, tutti sono privi di garanzie. Un’idea della flessibilità che invece è solo insicurezza. Mentre è proprio la certezza di alcune garanzie che permettono possibilità e dinamismo. Bisogna dare risposte alla loro inquietudine e alla loro delusione. Bisogna delineare un nuovo welfare che li includa, non li faccia sentire parte marginale della società. Bisogna attuare pratiche in loro sostegno, favorirne l’emancipazione dalla famiglia con un assegno d’autonomia, secondo i migliori modelli europei. Attuare politiche per la casa, anche con interventi di housing sociale e con l’introduzione di agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano loro gli immobili.
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Commenti
credo che sia giunto il momento di mettere fine a tutti gli episodi di sfruttamento (contratti a tempo det, co.co.co, stage...) a cui veniamo sottoposti!
grazie
Deve garantire la possibilità di prendere una casa alla giovani coppie che già si trovano in una situazione precaria e che per comprarsi una casa si trovano sommersi da mille debiti che sembrano insormontabili e che inducono a rinunciare, ad aspettare.
Bisogno dare stimoli, non farli sentire dei "bamboccioni" come molti ci definiscono, la maggior parte di noi non esce di casa perchè non ce la fa, non perchè non vuole. La lombardia deve garantire un futuro ai suoi giovani, perchè i suoi giovani sono il suo futuro.
Abbiamo bisogno di scuole serali ed università serali che possano dare uno sviluppo formativo anche a chi lavora per necessità e non è riuscito a completare gli studi.
Dobbiamo favorire lo scambio di esperienze e persone con le realtà più avanzate nel mondo nel campo dell'educazione primaria, secondaria e degli adulti.
Dobbiamo promuovere con partnership e borse di studio la ricerca sia scientifica sia intellettuale.
Non possiamo abbandonare questo settore così fondamentale alla politica nazionale che non costruisce alcuna strategia positiva di medio-lungo termine.