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Milano sarà sommersa dai rifiuti perché il tempo è scaduto e la Provincia di Milano non ha ancora preso alcuna decisione su dove localizzare il nuovo termovalorizzatore sul suo territorio. L’amministrazione provinciale, Guido Podestà, il Pdl e la Lega praticano la politica del coniglio, non hanno il coraggio di assumersi la responsabilità indispensabile per non trascinare Milano nell’emergenza rifiuti. Fra al massimo tre anni in città avremo 400 mila tonnellate all’anno di rifiuti che, se non sarà cambiata l’attuale condizione, non sapremo dove smaltire.
400 mila tonnellate di rifiuti equivalgono a 50 milioni di sacchi neri che non potranno, se non cambierà la situazione, che restare sulle strade o essere trasferiti chissà dove a costi altissimi. Il Piano rifiuti elaborato dall’assessorato all’Ambiente della mia amministrazione provinciale, da me approvato definitivamente con i poteri commissariali conferitemi dal presidente della Regione il 19 novembre 2008, impone la realizzazione di un nuovo impianto di termovalorizzazione e l’aumento del 5 % della raccolta differenziata in modo da garantire l’autosufficienza della Provincia nella gestione dei rifiuti. Il presidente Podestà però non decide e fa lo scaricabarile sulla Regione. Ma non avendo il coraggio di dire no alla Moratti, che vuole un termovalorizzatore nel Parco sud, non può proporre alla Regione un’ altra localizzazione. La sua indecisione e la sua pavidità gli legano le mani ma fanno correre ai milanesi il rischio di un’emergenza rifiuti. Il presidente Podestà non può rimandare oltre, si deve assumere la responsabilità di dire subito dove si deve realizzare il nuovo impianto di termovalorizzazione nella provincia di Milano. Su questo tema presenterò una mozione in Consiglio regionale martedì prossimo. |